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KV10
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mwdgKV10 (mwdwKings' mweaValley mweq10)cite-ref-1[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della mwfgValle dei Re in mwfwEgitto; era la sepoltura del mwgafaraone mwgqAmenmesse (mwggXIX dinastia).
Contents
• Storia
• Note
• Fonti
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Storia
La tomba era già nota in antico, ne sono testimonianza sette graffiti greco-romani nell’anticamera. Venne rilevata e mappata da mwjqRichard Pococke nel mwjg1737-mwjw1738, venne sottoposta a rilievi epigrafici nel mwka1828-mwkq1829 dalla spedizione franco-toscana di mwkgIppolito Rosellini e, successivamente, ad analoghi rilievi a cura di mwkwKarl Richard Lepsius nel mwla1825 e mwlqEugène Lefébure cite-ref-3[N 3] nel mwmg1883. Scavata almeno in parte nel mwmw1907 da mwnaEdward Russell Ayrton, per conto di mwnqTheodore Davis, venne completamente scavata nel mwng1992-mwnw1999 da mwoaOtto John Schadencite-ref-4[N 4] che, nel mwpq2000, la sottopose inoltre ad interventi conservativi e di restaurocite-ref-refa-5-0[1]cite-ref-6[2].
Architettura
Soggetta a frequenti inondazioni per la posizione nella parte bassa della Valle dei Re, le decorazioni parietali e delle soffittature sono pesantemente danneggiate, così come danneggiate sono le stesse strutture architettoniche e di sostegno delle volte. Danni furono causati, nei millenni, anche da smottamenti delle rocce rilevabili da crepe che si aprono nelle pareti e nei soffitticite-ref-7[3]cite-ref-8[4]. Alcune decorazioni che erano state preservate dopo gli scavi di Edward Russell Ayrton del 1907, subirono definitivi danni in una inondazione probabilmente del mwua1916. Si tentò di proteggere l’accesso alla tomba da ulteriori rischi con mura che vennero ulteriormente aumentate in altezza nel 1997.
La tomba, che ricorda come andamento la mwugKV8, si presenta con struttura architettonica su unico asse su cui si sviluppano tre corridoi successivi che terminano in una camera con quattro pilastri e mwuwvolta a botte su cui si apre l’accesso a quelle che, se fossero state ultimate, sarebbero state camere laterali; dalla camera con pilastri un ulteriore corridoio, non finito, venne trasformato nella camera funerariacite-ref-9[5].
A riprova dei danni causati nei millenni dall’acqua, uno dei pilastri della camera a volta è andato completamente perso, mentre altri due sono staccati dal soffitto e solo uno, per quanto danneggiato, è completocite-ref-refa-5-1[1].
Le decorazioni parietali erano originariamente state predisposte per il faraone Amenmesse, ma successivamente la tomba venne riusata come sepoltura di mwxgTakhat, che recava i titoli di figlia del re e mwxwgrande sposa reale, e edi un'altra regina, mwyaBaketurel. Non si hanno notizie certe di questi personaggi, ma si ritiene che siano da collegarsi a mwyqRamses IX ed alla mwygXX dinastia. La duplice sepoltura femminile costrinse a modificare le pitture e i rilievi di conseguenza.
Quanto al contenuto ed alle suppellettili funerarie, solo con gli scavi di Otto John Schaden degli anni ’90 del ‘900 sono stati rinvenuti frammenti di ushabty relativi a mwzwSethy I, pezzi di sarcofago attinenti a mwaaRamses VI ed altri oggetti intrusivi che nulla hanno a che vedere con la/e sepoltura/e di questa tomba. Solo un piccolo frammento in mwaqalabastro di vaso canopico, recanti le rappresentazioni d mwagAmon e mwawRa potrebbero essere attribuibili ad Amenmessecite-ref-10[6].
Frammenti di contenitori canopici e piccole parti di un sarcofago in granito rosso recano riferimenti alla regina Takhatcite-ref-11[7].
Note
Annotazioni
cite-note-1N 1. ↑ Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da mwfaJohn Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla n.ro 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta.
cite-note-3N 3. ↑ Eugène Lefébure /1838-1908), egittologo francese.
cite-note-4N 4. ↑ Otto John Schaden (1937- novembre 2015), direttore del Amenmesse Tomb Project dell’mwhwUniversità di Memphis, effettuò scavi e interventi conservativi nella tomba di Amenmesse (da cui il nome del progetto).
Fonti
cite-note-refa-51. ↑ Theban Mapping Project.
cite-note-62. ↑ mwkwmwlamwlq(mwlgmwlwEN) mwmamwmqAmenmesse Project, su mwmgkv-10.com.
cite-note-73. ↑ Theban Mapping Project
cite-note-84. ↑ Amenmesse Project.
cite-note-95. ↑ Amenmesse Project, opzione Tomb Diagram.
cite-note-106. ↑ Nicholas Reeves e Richard Wilkinson (2000), mwpwThe complete valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, p. 151.
cite-note-117. ↑ Reeves e Wilkinson (2000), p. 151.
Bibliografia
• citerefreeves-wilkinson-2000(EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
• citerefjacq-1998Christian Jacq, La Valle dei Re, traduzione di Elena Dal Pra, O. Saggi, n. 553, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-44270-0.
• mwsaAlessandro Bongioanni, Luxor e la Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0109-0.
• mwsgAlberto Siliotti, La Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0121-X.
• mwtaAlberto Siliotti, Guida alla Valle dei Re, ai templi e alle necropoli tebane, Vercelli, White Star, 2010, ISBN 978-88-540-1420-6.
• mwtgErik Hornung, La Valle dei Re, traduzione di Umberto Gandini, ET Saggi, n. 1260, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 88-06-17076-7.
• mwuaAlessandro Roccati, L'area tebana, Quaderni di Egittologia, n. 1, Roma, Aracne, 2005, ISBN 88-7999-611-8.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwwq(EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato il 23 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).
• mwww(EN) Amenmesse Project, su kv-10.com.